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Vivendi è sotto pressione

Pubblicato il 13/03/2018 alle ore 15:18:17

Investing.com - Giornata debole per Telecom Italia che tocca un -1,5% in mattinata per poi recuperare ma prosegue la seduta in rosso (-0,88%).

Prosegue sul gruppo l’attività del fondo Elliott che nei giorni scorsi aveva iniziato la scalata al capitale e sembrerebbe poter arrivare al 9%. La partita, però, sembrerebbe non fermarsi e secondo indiscrezioni di stampa, i rappresentanti americani del fondo avrebbero chiesto all’amministratore delegato, Amos Genish, di rivedere il consiglio di amministrazione proponendo componenti solo indipendenti.

Inoltre, Elliott vorrebbe la separazione della rete con l’attribuzione di azioni della nuova società agli azionisti e la conversione delle risparmio in ordinarie e anche il pagamento di un dividendo già a partire da quest’anno.

Nel frattempo, nei prossimi giorni potrebbe schiarirsi la situazione circa il capitale Telecom, con il Sole 24 Ore che scrive che il “fondo attivita di Paul Singer dovrà dichiarare perlomeno il superamento della prima soglia informativa del 3%, se non già quella del 5% (fino all’eventuale superamento del 10% non avrà poi nessun obbligo).

Tensione anche sul fronte sindacale con l’incontro di oggi con al centro dell’attenzione i 6.500 esuberi del piano industriale. «Siamo in una situazione di confusione - ha detto Fabrizio Solari segretario di Slc Cgil- Quello che si sta verificando intorno all'azienda lascia tante incertezze. È una situazione confusa: non c'è una visione a medio e lungo termine sul futuro di Tim dal tema della rete in poi. Inoltre ci apprestiamo a incontrare dei vertici che magari dal 24 aprile non saranno più in Tim dato che Elliott si appresta a portare in assemblea una propria lista e ha pronto un suo piano industriale che magari sarà diverso, anche sul fronte degli esuberi, da quello che Tim ci ha presentato».


(Reuters) - Tim procederà unilateralmente ad aprire la procedura per la cassa integrazione straordinaria se i sindacati non recederanno dal no che oggi hanno riproposto al progetto di riorganizzazione del gruppo telefonico che prevede 6.500 esodi incentivati e l'assunzione di circa 2.000 persone.

Lo riferiscono Giorgio Serao, della Fistel-Cisl, e Marco Del Cimmuto, segretario Slc-Cgil.

"All'azienda abbiamo detto che non faremo nessun accordo sugli esuberi finché non sarà chiaro l'assetto azionario, sono di questi giorni voci di un possibile ribaltone, e senza che ci sia un governo in carica", ha spiegato Serao.

"Per questo abbiamo chiesto di aspettare l'assemblea e magari anche il nuovo governo. Loro ci hanno risposto di no e hanno detto che non da domani mattina ma se in qualche settimana non riceveranno qualche cenno da parte nostra procederanno unilateralmente ad avviare la procedura per la cassa integrazione straordinaria", ha proseguito.

Del Cimmuto ha aggiunto che "i vertici di Telecom non hanno fornito alcun numero circa i lavoratori potenzialmente interessati dalla Cigs che ovviamente al termine della cassa si troverebbero davanti alla prospettiva di un licenziamento".

La posizione aziendale e delle organizzazioni sindacali è stata confermata da Del Cimmuto che ha ricordato anche che l'azienda nel primo incontro di febbraio aveva richiesto 4.000 esodi da farsi utilizzando la legge Fornero e 2.500 esodi incentivati. Telecom offriva anche 2.000 assunzioni che sarebbero state pagate attraverso una riduzione di orario di 20 minuti a tutti gli altri lavoratori.

Le preoccupazioni del sindacato sugli assetti azionari fanno riferimento alle notizie sulle intenzioni del fondo Usa Elliott di entrare con determinazione nella governance della società già dalla prossima assemblea programmata per il 24 aprile in contrapposizione ai francesi Vivendi 

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