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Bce: non sono attese novità

Pubblicato il 25/04/2018 alle ore 17:00:45

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Francoforte, 25 apr - La riunione del consiglio direttivo della Bce prevista domani a Francoforte non dovrebbe portare ad alcuna novita' sul fronte della politica monetaria ma offrira' interessanti spunti di analisi dell'attuale congiuntura economica. Dopo un quarto trimestre 2017 che era stato anche superiore alle attese, e aveva portato gli economisti della banca centrale ad alzare lievemente le stime di crescita del pil per i prossimi anni, l'economia dell'eurozona sembra invece aver rallentato il passo di marcia. Lo stesso presidente Mario Draghi, nel suo discorso al Fondo Monetario Internazionale, ha pronunciato parole di ottimismo ma preso atto di un lieve cambio di traiettoria. 'Nonostante gli ultimi indicatori economici che sembrano indicare che il ciclo di crescita possa aver gia' toccato il suo apice - ha detto - ci si attende che il ritmo di crescita continui'. I dati macro a cui faceva riferimento Draghi sono principalmente due: in primo luogo la produzione industriale dell'eurozona e' calata in febbraio per il terzo mese consecutivo facendo segnare un -0,8,% su mese dopo il -0,6% di gennaio e il -0,1% di dicembre. In secondo luogo l'inflazione e' cresciuta in marzo dell'1,3% su base annua contro il +1,4% della lettura iniziale che aveva fatto ben sperare dopo il +1,1 di febbraio. Come si sa, la politica monetaria della Bce e' ancorata all'andamento dell'inflazione che rimane ancora ben lontana dal raggiungere quel livello di prezzi vicini ma sotto il 2% che da tempo rappresentano il target ufficiale dell'Eurotower. Sara' dunque interessante vedere se dalle parole di Draghi trasparira' qualche elemento aggiuntivo utile a decifrare la valutazione che il consiglio direttivo da' della situazione congiunturale. Non sono invece attese modifiche al comunicato dopo l'eliminazione di una parte della forward guidance a marzo, e in particolare quella che faceva rifermento alla possibilita' che la Bce aumentasse nuovamente in termini di durata e/o entita' il programma di acquisti qualora le condizioni finanziarie dovessero diventare meno favorevoli. Resta invece centrale l'impegno a tenere i tassi ben oltre la fine del programma di acquisto di attivita' che, sic rebus stantibus, durera' fino a settembre 'o anche oltre se necessario, e in ogni caso finche' il Consiglio direttivo non riscontrera' un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione'. Su questo punto fino a qualche settimana fa si dava per probabile che un annuncio sulla fine del Qe potesse arrivare in occasione della riunione di giugno ma ora appare plausibile che i governatori vogliano aspettare quantomeno fino a luglio per valutare se l'economia riuscira' a superare il rallentamento registrato nel primo trimestre'. Restera' inoltre da vedere se da qui ad allora si avra' un'escalation nella guerra commerciale minacciata dalla Casa Bianca. Un tema che non manchera' di essere affrontato giovedi' da Draghi in conferenza stampa.

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