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Erdogan: denuncia manvre degli Usa

Pubblicato il 12/08/2018 alle ore 23:49:27

Stanno cercando di fare con il dollaro ciò che non sono riusciti a fare con il colpo di stato.” Con queste parole il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato ad attaccare gli Stati Uniti, che sanzionando la Turchia si sono resi responsabili del crollo della lira turca. “Abbiamo capito il vostro gioco e raccogliamo la sfida. Non ci fermeremo. Troveremo altre soluzioni al dollaro e continueremo a produrre”, ha dichiarato Erdogan a Trebisonda, città del Mar Nero, dove dinanzi ai propri sostenitori è tornato a definire la situazione “una guerra economica”.
 

Gli Stati Uniti hanno deciso di sanzionare la Turchia in seguito alla mancata scarcerazione del pastore evangelico Andrew Brunson, detenuto in Turchia da ottobre 2016, con l’accusa di essere legato ai golpisti di Fetullah Gulen, residente negli Usa dal 1999, la cui estradizione è stata ripetutamente chiesta da Ankara e negata da Washington.
 

"La fluttuazione della lira turca è un complotto politico contro la Turchia, ma i turchi non si arrenderanno", ha detto ancora Erdogan  tornando a rivolgersi agli Usa.   

"Ci rivolgeremo ad altri mercati"

Trump "ha aumentato i dazi su acciaio e alluminio" ma la Turchia "è membro dell'Organizzazione mondiale del commercio" e questo "non fa parte delle regole del Wto". Per questo "possiamo solo dire addio a chi sacrifica la partnership strategica con un Paese da 81 milioni di persone e un'alleanza di oltre 50 anni per legami con gruppi terroristici", ha sottolineato Erdogan. "Hai il coraggio di sacrificare 81 milioni di turchi per un prete legato a gruppi terroristici?"

"Daremo la nostra risposta, spostandoci verso nuovi mercati, nuove collaborazioni e nuove alleanze, a colui che ha intrapreso una guerra economica contro il mondo intero e incluso anche il nostro paese", ha detto Erdogan.


 

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