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Assogestioni: il gestito sale sopra 2500 miliardi di euro in Italia

Pubblicato il 26/05/2023 alle ore 10:05:11

I dati definitivi della Mappa Trimestrale Assogestioni mostrano un lieve recupero della raccolta netta rispetto a quanto prospettato dalle letture mensili, che si attesa a fine marzo a -7 mld euro rispetto ai -8,9 mld euro preliminari.
 

A crescere di quasi 50 mld euro è invece il patrimonio gestito, salito a 2.257 mld euro a fine marzo dai 2.210 mld euro di fine dicembre 2022, grazie principalmente a un effetto mercato positivo.
 

Tale spinta è relativa in particolare ai fondi aperti, che con un patrimonio di 1.100 miliardi pesano per quasi il 49% delle masse e forniscono la fotografia del mondo retail, con un bacino di quasi 12 milioni di italiani, come emerso dal recente aggiornamento dell’Osservatorio Sottoscrittori dell’Ufficio Studi.
 

“Anche durante il primo trimestre di quest’anno l’andamento del patrimonio è stato determinato da due spinte di segno opposto - spiega Alessandro Rota, direttore Ufficio Studi, Assogestioni -. Considerando i soli fondi aperti, rileviamo una raccolta netta negativa, anche se per un valore modesto pari a -3,7 mld euro, mentre l’effetto mercato è stato del +2,7% in base alle nostre stime, merito soprattutto delle buone performance del comparto azionario, che hanno determinato una crescita del patrimonio di circa 30 mld euro”.
 

Dallo spaccato della raccolta per categorie si nota il trend positivo dei fondi azionari, che hanno continuato ad attrarre nuove sottoscrizioni come per tutto il 2022, totalizzando +2,84 mld di euro. Virano nettamente in positivo i prodotti obbligazionari che, dopo i -1,65 mld del Q4 2022, hanno raccolto 2,96 mld euro. Sono invece rimasti in negativo bilanciati (-3 mld euro) e flessibili (-5,18 mld euro).
 

Rota commenta: “Il ritorno della raccolta sui fondi obbligazionari segnala un rinnovato interesse degli investitori italiani per dei prodotti che oggi, dopo i forti rialzi dei tassi del 2022, tornano ad offrire cedole interessanti”.
 

Il dettaglio della mappa trimestrale evidenzia anche la preferenza per i fondi italiani (+735 mln) rispetto a quelli di diritto estero (-4,4 mld). I dati definitivi includono anche il resoconto sui PIR che, nel primo trimestre, hanno totalizzato 720 mln di deflussi, di cui 779 mln afferenti ai PIR ordinari a fronte dei +58 mln raccolti dai PIR alternativi, per un patrimonio promosso complessivo di 19,34 mld euro. Infine, la mappa ha censito una raccolta in positivo di 1,26 mld euro per i fondi Articolo 8 SFDR e di 360 mln euro per quelli Articolo 9 SFDR.
 

Per quanto riguarda le gestioni di portafoglio, che pesano per oltre il 47% delle masse, il bilancio del Q1 è stato pari a -4,29 mld euro, determinato soprattutto dai 5,77 mld euro di deflussi registrati dalle gestioni di prodotti assicurativi. Altri 2 mld di deflussi istituzionali, non afferenti a mandati previdenziali né assicurativi, sono invece riconducibili a movimenti interni ai Gruppi societari rientranti nel perimetro della rilevazione.
 

“Il quadro del segmento dei mandati istituzionali complessivamente è negativo – osserva Rota -. Tuttavia, il segmento dei mandati previdenziali, quello storicamente più stabile e orientato al lungo termine, ha chiuso il trimestre in positivo per +2,4 mld euro. Inoltre, le GP dedicate alla clientela individuale upper-affluent e private hanno totalizzato 1,1 mld euro di raccolta”, conclude.



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