Oggi la Bank of Japan ha alzato i tassi di 25 punti base, dall'1% all'1,25%, il livello più alto dal 1995, come ampiamente previsto dai mercati. La decisione non è stata unanime: il board ha votato 7 contro 2, con due membri contrari, che ritenevano l'inflazione corrente (core all'1,7% ad agosto, in calo dall'1,8% di luglio) non abbastanza forte da giustificare il rialzo.
Nonostante l'aumento dei tassi, lo yen si è indebolito leggermente (a 156,64 contro dollaro,), segno che il mercato aveva già scontato la mossa e forse si aspettava segnali più aggressivi sul futuro. Il rendimento del JGB a 10 anni è sceso lievemente al 2,947%.
Il Governatore Ueda ha mantenuto un tono equilibrato: apertura a nuovi rialzi, ma cautela sull'effetto cumulativo di quelli già fatti, e nessuna intenzione di reagire ai soli movimenti valutari. Sullo sfondo resta la pressione USA (Bessent) per un'azione più decisa, in contrasto con la linea più accomodante della Premier Takaichi.